Apnea Talk - Apnea, pesca in apnea e salute: parla la dottoressa Lara Lambiase

Apnea, pesca in apnea e salute: parla la dottoressa Lara Lambiase

La quarta puntata di Apnea Talk affronta uno dei nodi più delicati e meno compresi del mondo dell’apnea: il rapporto tra apnea e salute. È una domanda semplice, diretta, che…

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La quarta puntata di Apnea Talk affronta uno dei nodi più delicati e meno compresi del mondo dell’apnea: il rapporto tra apnea e salute. È una domanda semplice, diretta, che chi pratica apnea si sente rivolgere spesso: fa male fare apnea? A rispondere non è un atleta né un istruttore, ma la Lara Lambiase, medico specialista in medicina subacquea e iperbarica, specialista in malattie infettive e medico collaboratore del DAN Europe, organizzazione internazionale di riferimento per la prevenzione, la ricerca e l’assistenza medica nel mondo subacqueo.

A condurre il dialogo sono Davide Tummolillo e Fabio Ambrosi, che impostano la puntata con un obiettivo chiaro: fare chiarezza, senza allarmismi ma anche senza minimizzare i rischi.


Apnea e percezione del rischio: perché “fa paura”

Uno dei primi temi che emerge riguarda la percezione dell’apnea come sport pericoloso. Secondo Lara Lambiase, questa visione nasce da una combinazione di fattori: racconti mediatici estremizzati, immagini spettacolari e una lunga fase storica in cui l’apnea veniva praticata senza una vera struttura didattica.

Il punto centrale, però, è un altro: non esistono sport privi di rischio. L’apnea non è un’eccezione, ma non è nemmeno un caso speciale. Il rischio non è intrinseco alla disciplina, bensì al modo in cui viene affrontata In questo senso, la medicina subacquea non serve a “giustificare” l’apnea, ma a inquadrarla correttamente: uno sport che richiede formazione, gradualità e rispetto di protocolli precisi, come molti altri.


La dottoressa Lara Lambiase spiega cosa accade al corpo durante l’apnea

Entrando nel merito fisiologico, la puntata chiarisce uno dei punti più fraintesi: trattenere il respiro non equivale a “togliere ossigeno al corpo” in modo caotico o pericoloso. Durante l’apnea si attivano risposte automatiche e coordinate, note come dive response Il rallentamento del battito cardiaco, la vasocostrizione periferica e la centralizzazione del flusso sanguigno verso gli organi vitali non sono segnali di sofferenza, ma strategie di adattamento. A queste si aggiunge il blood shift, che consente al torace di compensare l’aumento della pressione con la profondità La dottoressa Lambiase sottolinea come l’interesse medico dell’apnea stia proprio qui: nell’attivazione simultanea di meccanismi complessi, a volte persino antagonisti, che il corpo umano riesce comunque a gestire.


Pressione, profondità e limiti fisiologici

Un altro aspetto centrale riguarda la pressione e i suoi effetti sul corpo. Non tutto si comporta allo stesso modo: i tessuti comprimibili si adattano senza problemi, mentre alcune cavità – come orecchio medio e seni paranasali – richiedono una gestione attiva Qui entra in gioco la tecnica, ma soprattutto la consapevolezza dei propri limiti. L’apnea non è un esercizio di forza o di resistenza cieca, ma un’attività che richiede ascolto e rispetto dell’anatomia umana.

La dottoressa Lambiase chiarisce un concetto spesso ignorato: l’essere umano non è un mammifero marino. L’apnea non consiste nel superare questo dato di fatto ma nel muoversi all’interno dei limiti biologici, senza forzarli.


Lara Lambiase: “Il Black out? Un evento fisiologico, non un mistero

Uno dei passaggi più importanti della puntata riguarda il black out, spesso circondato da paura e disinformazione. Lara Lambiase lo inquadra come una risposta di protezione del sistema nervoso centrale quando la pressione parziale di ossigeno scende sotto una soglia critica Non si tratta di un evento imprevedibile o “inspiegabile”, ma di un fenomeno fisiologico noto, che oggi viene gestito attraverso protocolli di sicurezza precisi. È proprio la conoscenza di questi meccanismi che ha permesso all’apnea moderna di evolvere, riducendo drasticamente i rischi rispetto al passato Questo passaggio è importante perché sposta il discorso dal sensazionalismo alla comprensione: il black out non è un tabù ma un fenomeno che va conosciuto e prevenuto attraverso metodo e formazione.


Visita medica e certificazione: la dottoressa Lara Lambiase spiega perché non basta sentirsi in forma

Quando si parla di apnea e salute, il tema della visita medica diventa inevitabile. Lara Lambiase chiarisce che non tutti i medici dello sport hanno una formazione specifica in medicina subacquea, e che l’apnea richiede uno sguardo competente su aspetti cardiovascolari e respiratori.

Il certificato medico non è una formalità burocratica ma uno strumento di prevenzione. Qui emerge anche il ruolo del DAN Europe, che da anni lavora sulla prevenzione, sulla raccolta dati e sulla formazione medica nel mondo subacqueo, contribuendo a diffondere una cultura della sicurezza basata su evidenze e non su paure.


Ossigeno puro: un farmaco, non una scorciatoia

Un passaggio della puntata riguarda l’uso dell’ossigeno puro. La dottoressa Lambiase lo definisce senza ambiguità un farmaco, con indicazioni e limiti precisi. In ambito sportivo competitivo il suo utilizzo è considerato doping, mentre in ambito medico può avere un ruolo terapeutico. Questo chiarimento è importante perché smonta l’idea dell’ossigeno come “aiuto neutro” o scorciatoia innocua. Come ogni farmaco, va usato solo quando indicato e sotto controllo medico.


Ricerca scientifica e limiti della conoscenza attuale

Nel corso della puntata emerge anche un dato importante: l’apnea è ancora una nicchia scientifica. Nonostante i progressi, molte conoscenze sono in evoluzione. Studi recenti, come i prelievi di sangue effettuati in profondità, stanno aprendo nuovi scenari sulla comprensione dell’ipossia e degli adattamenti fisiologici. Questo rende l’apnea un campo di grande interesse medico, ma anche una disciplina in cui prudenza e aggiornamento continuo restano fondamentali.


Apnea come esperienza di consapevolezza

Nella parte finale della quarta puntata di “Apnea Talk” il discorso si allarga oltre la tecnica e la medicina. Per Lara Lambiase, l’apnea è anche un’esperienza di presenza mentale. Il rallentamento, il silenzio, l’ascolto del corpo producono effetti che vanno oltre la prestazione sportiva. È un’attività che costringe a confrontarsi con i propri limiti e con il proprio stato emotivo, e che proprio per questo può avere ricadute positive anche nella vita quotidiana. Qui l’apnea smette di essere solo uno sport e diventa un percorso di consapevolezza, possibile solo se sostenuto da conoscenza, metodo e rispetto della sicurezza.

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