Apnea Talk è il podcast videofonico dedicato all’apnea sportiva, condotto ogni settimana da Davide Tummolillo, istruttore di apnea e membro dello staff Water Instinct, e da Fabio Ambrosi, apneista dilettante e appassionato di produzioni multimediali. Nella seconda puntata della serie, i due accolgono Sergio Soria, oggi uno dei riferimenti internazionali per le gare di apnea, istruttore di alto livello e fondatore della scuola Ocean Freediving Lanzarote. Con lui esplorano la dimensione sportiva e umana dell’apnea, analizzando le pratiche di sicurezza, la gestione delle competizioni e l’evoluzione tecnica di una disciplina in continua crescita.
Le origini di Sergio Soria: dalla paura dell’acqua alla vocazione per l’apnea
Sollecitato dalle domande dei conduttori, Sergio Soria racconta l’inizio del suo percorso: una storia che parte dalla paura dell’acqua e dalla decisione di superarla. Prima impara a nuotare, poi diventa bagnino, successivamente si avvicina all’apnea spinto da curiosità e desiderio di crescita personale. La pratica diventa presto una passione che lo porta alle prime competizioni e infine alla scelta più radicale: trasferirsi a Sharm el-Sheikh per insegnare e approfondire tutto ciò che riguarda apnea e sicurezza. In Egitto scopre quanto sia complesso questo mondo e quanto sia fondamentale proteggere l’atleta in ogni fase dell’immersione.
Le discipline delle gare di apnea spiegate da Soria
Guidato dalle domande di Fabio Ambrosi, Soria entra nel dettaglio tecnico che caratterizza le moderne gare di apnea in profondità. Le principali specialità sono quattro: CWT con mono-pinna, CWTB con bi-pinne, CNF senza attrezzi e FIM tirandosi lungo il cavo. Ogni disciplina richiede gesti tecnici differenti e un controllo assoluto del corpo. Soria chiarisce che l’atleta dichiara una quota, raggiunge il fondo, recupera un tag e risale, unico modo per certificare la prestazione. In molte competizioni si premia la singola disciplina, mentre altre, come quelle che Soria organizza a Lanzarote, adottano classifiche basate sulla somma dei tuffi migliori.
Organizzare una competizione: la complessità del mare e la variabile sicurezza
Davide Tummolillo approfondisce il tema dell’organizzazione delle gare, elemento centrale nella carriera di Sergio Soria. A differenza della piscina, il mare introduce criticità che rendono l’evento imprevedibile: correnti, meteo, visibilità, presenza di fauna selvatica e profondità sempre maggiori. Per Soria, una gara ben costruita è fondata su sistemi di sicurezza multilivello, con barche appoggio, personale esperto e attrezzature avanzate. L’obiettivo è prevenire ogni rischio e intervenire rapidamente in caso di necessità, perché apnea e sicurezza sono due aspetti che non possono essere separati. Ogni decisione organizzativa, aggiunge, nasce dall’esperienza maturata in centinaia di eventi internazionali.
CMAS e AIDA: federazioni, regole e la necessità di standard condivisi
Fabio apre il capitolo dedicato alle federazioni dell’apnea agonistica. Soria distingue nettamente il ruolo di CMAS e AIDA, spiegando come un tempo le due realtà fossero divise tra gare indoor e profondità. Oggi entrambe gestiscono prove in mare, ma resta evidente un divario regolamentare. Secondo Sergio Soria, le recenti difficoltà riscontrate ai Mondiali dimostrano la necessità di norme più solide e uniformi nelle gare di apnea, soprattutto per tutelare atleti e staff tecnico. L’evoluzione della profondità, unita all’aumento delle prestazioni, rende indispensabile un linguaggio comune che possa guidare sicurezza, giudizi e protocolli.
Il ruolo del safety: competenze, responsabilità e gestione delle emergenze
Sollecitato dalle domande di Davide, Soria entra nel cuore operativo dell’apnea agonistica: il safety. La sua esperienza come safety in Egitto, nelle discipline No Limits e Variabile, gli permette di spiegare come sono strutturati i diversi livelli di intervento nelle immersioni profonde. Gli scooter subacquei consentono di operare tra i 40 e i 50 metri, mentre altri safety presidiano quote intermedie e la zona finale della risalita. I segnali sono codificati, la comunicazione è rapidissima e ogni operatore ha responsabilità precise. La sicurezza non dipende da strumenti scenografici come i droni, ma da persone preparate che conoscono procedure, rischi e modalità di intervento per garantire apnea e sicurezza in ogni circostanza.
Sonar, videocamere e contrappeso: come funziona la sicurezza moderna
Quando Fabio gli chiede quali strumenti vengano usati durante le gare, Soria racconta il ruolo di sonar e videocamere di profondità. Questi sistemi permettono allo staff di seguire l’atleta anche quando la visibilità è ridotta. Il dispositivo più importante resta però il contrappeso, una procedura capace di riportare rapidamente in superficie atleta e cavo. A differenza del drone ROV, utile soprattutto per lo spettacolo e per l’analisi tecnica, il contrappeso è il vero strumento salvavita nelle gare di apnea. La sincronizzazione tra giudici, safety e team di superficie è essenziale, perché una frazione di secondo può determinare l’esito di un intervento.
Gli incontri con la natura: delfini, balene e perfino squali
In risposta alle curiosità di Davide e Fabio, Sergio Soria racconta alcuni degli incontri più suggestivi vissuti durante le competizioni: delfini che accompagnano gli atleti, balene di passaggio e persino squali che osservano la scena a distanza. Uno dei momenti più noti è quello immortalato durante un tuffo a 70 metri, quando una telecamera di profondità riprese uno squalo vicino a un’atleta, che non se ne accorse. Soria chiarisce che non si tratta di episodi pericolosi: gli animali curiosano e proseguono. Sono parte del mare e parte dell’esperienza dell’apnea.
Il ricordo di Luigino Ceppi: storia, amicizia e memoria sportiva
Uno dei passaggi più emozionanti della puntata è dedicato al ricordo di Luigino Ceppi, grande amico di Soria e figura indimenticabile dell’apnea italiana. Davide racconta come Luigino abbia influenzato la sua carriera sportiva, spingendolo a competere ai Campionati Italiani e consigliandogli le attrezzature decisive per ottenere risultati importanti. Soria ricorda i viaggi, gli allenamenti, le competizioni e la generosità con cui Ceppi sosteneva tutti. In suo onore, ogni settembre a Lanzarote si svolge una competizione che porta avanti il suo spirito e il suo legame con il mondo delle gare di apnea.
Compensazione: tecnica, errori comuni e allenamento a secco
Fabio introduce uno dei temi più richiesti dai principianti: il dolore alle orecchie nelle prime discese. Sergio Soria spiega che la compensazione è un’abilità tecnica complessa, che coinvolge timpanizzazione, palato molle, glottide e consapevolezza della pressione interna. La buona notizia, dice Soria, è che oggi l’80% della compensazione può essere allenato a secco, con esercizi specifici e progressivi. Molti apneisti migliorano tecnica, fiato e forza, ma trascurano la compensazione e rimangono bloccati tra i 40 e i 50 metri. Una gestione accurata della compensazione è alla base di ogni percorso legato a apnea e sicurezza.
La preparazione degli atleti di élite: automatizzare i gesti decisivi
Quando Davide gli chiede un aneddoto da allenatore, Soria racconta il caso di un’atleta che ai Mondiali rischiò una penalità per non aver automatizzato la presa del tag. Questo episodio, spiega, mostra quanto nelle gare di apnea ogni gesto debba essere ripetuto fino a diventare automatico. Gli errori tecnici non sono quasi mai fisici, ma mentali o procedurali. L’allenamento moderno include proprio la ripetizione metodica di tutti i movimenti, perché una gara si decide spesso su dettagli che durano un secondo, ma cambiano il risultato.
L’esplosione delle distanze indoor: materiali, tecnica e nuovi metodi di allenamento
Rispondendo a una domanda del pubblico, Soria analizza l’evoluzione delle prestazioni indoor. Negli ultimi anni, le distanze sono aumentate grazie all’introduzione di mono-pinne più performanti, più leggere e con geometrie standardizzate. Allo stesso tempo, gli allenamenti sono diventati programmati, scientifici e orientati alla gestione dell’acido lattico, della tecnica e della fluidità del gesto. Mentre dieci anni fa percorrere 200 metri era considerato eccezionale, oggi nelle competizioni internazionali si superano spesso i 250–300 metri. È una dimostrazione di quanto l’apnea sia in continua evoluzione.
L’apnea come percorso personale: psicologia, crescita e consapevolezza
Nella parte finale della puntata, Davide e Fabio affrontano il lato umano dell’apnea. Sergio Soria spiega che l’istruttore non è solo un tecnico: è qualcuno che deve aiutare a gestire paure, tensioni, blocchi emotivi. Molte delle difficoltà degli apneisti non sono fisiche ma mentali, e l’apnea diventa un percorso di consapevolezza che porta a conoscere sé stessi. Per Soria, questo lavoro è molto più di una professione: è la sua vita quotidiana, fatta di formazione, sicurezza, studio e relazione con le persone.
Come seguire Sergio Soria e la Ocean Freediving Lanzarote
Link ufficiali aggiornati:
- Sito web della scuola: https://www.oceanfreedivinglanzarote.com/it/
- Instagram Sergio Soria: https://www.instagram.com/sergiosoriafreediver/
- Instagram Ocean Freediving Lanzarote: https://www.instagram.com/oceanfreedivinglanzarote/
- Instagram Ocean Cup Freediving Competition (gare organizzate da Soria): https://www.instagram.com/oceancupfreedivingcompetition/
La scuola è aperta tutto l’anno a Lanzarote e accoglie sia principianti sia atleti d’élite, con programmi dedicati, corsi, allenamenti personalizzati e competizioni ufficiali.





